Polizze Vita dormienti: la sveglia di IVASS

Succede spesso che i cosiddetti “Aventi causa”, cioè gli eredi e beneficiari di una polizza vita non sappiano che il loro congiunto avesse sottoscritto una polizza a loro beneficio. Succede altresì che la polizza, nel trambusto che segue un lutto, non venga trovata o se ne perda la memoria.


Ecco che allora, per poter arginare il fenomeno delle polizze vita “dormienti”, ossia i contratti assicurativi non liquidati ai beneficiari a seguito della non conoscenza da parte delle Compagnie dell’avvenuto decesso dell’assicurato; l’IVASS, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, effettuerà una serie di incroci tra i codici fiscali degli assicurati di queste polizze e l’Anagrafe Tributaria, per poter verificare effettivamente l’eventuale decesso degli assicurati con la relativa data.

In un secondo momento, IVASS restituirà i dati “incrociati” alle Compagnie assicurative per far sì che quest’ultime possano ricercare i beneficiari e liquidare le polizze.

Il primo di questi incroci verrà effettuato durante il mese di marzo ma non sarà il primo effettuato dall’istituto di Via Nazionale. La decisione di questa iniziativa, infatti, è stata presa dopo aver effettuato un primo test d’incrocio lo scorso settembre, utilizzando un campione di 12 Compagnie e 101.242 polizze vita di assicurati con età superiore a 90 anni.

Questo test ha consentito a IVASS di “risvegliare” più di 15.789 polizze “dormienti”, relative a 11.289 assicurati. Per queste polizze le imprese stanno già procedendo, direttamente e tramite i loro intermediari, a contattare i beneficiari. Al 30 novembre 2017 il 76% di queste polizze “risvegliate” (12.002 polizze) risultava già pagato.

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