Articoli filtrati per data: Maggio 2016

La nuova direttiva sul credito ipotecario porta con sé numerose novità, prima fra tutte la possibilità di cedere l’immobile nel caso in cui non vengano pagate diciotto rate del mutuo. A prima vista sembrerebbe complicare la vita ai mutuatari, ma in realtà dovrebbe garantire maggiore trasparenza e, di conseguenza anche una maggiore accessibilità al credito da parte di categorie sino ad ora escluse. Stando così le cose, quale ruolo avranno le polizze legate al mutuo? Di questo argomento si è parlato nei giorni scorsi in una tavola rotonda, cui hanno partecipato esponenti del mondo bancario e assicurativo, all’interno di un convegno dedicato alla nuova normativa sul credito ipotecario. Tra i partecipanti anche Pierfrancesco Basilico, Direttore Italia AFi Esca, che dopo aver evidenziato come la CPI targata Afi Esca si inserisce perfettamente nel solco tracciato dalla nuova direttiva, cioè trasparenza e copertura adeguata alle specifiche esigenze di ciascun mutuatario, ha sottolineato come il concetto di “educazione” sia la chiave di volta per rendere consapevole il consumatore  circa il valore delle  coperture assicurative, tra cui appunto la CPI, che costituisce un tassello fondamentale per la copertura del cliente. Dello stesso parere anche Luigi di Falco, responsabile servizio vita e welfare ANIA, secondo cui l’assetto delle polizze CPI è ormai consolidato, anche grazie ai recepimenti delle direttive IVASS, e quindi in linea con i parametri stabiliti dalla nuova normativa sul credito ipotecario. Tuttavia, sempre secondo Di Falco, non sempre il consumatore è in grado di cogliere gli aspetti positivi e valoriali dei prodotti assicurativi, ne è testimonianza il fatto che il nostro è un paese sotto assicurato.

 

Lato istituti di credito, a porre l’accento sull’adeguatezza della normativa in termini di tutela e trasparenza è stato Raimondo Lucariello, Ufficio Crediti ABI, che però ha evidenziato un dato significativo: sul totale delle compravendite di unità abitative, il mutuo è utilizzato solo nel 45% dei casi. Come dire… gli strumenti bancari e assicurativi ci sono e sempre di più strizzano l’occhio al consumatore, ma non vengono utilizzati. Forse bisognerebbe domandarsi come mai.